10/03/2010
V for VENDETTA
“V per Vendetta” è uno splendido film voluto dai registi di Matrix, e diretto dal promettente Levis Teague, basato su un comix della D.C. In tutta la pellicola, il giustiziere V indossa la maschera di Guy Fawkes, nascondendo il suo vero volto sfigurato dalle fiamme. Fawkes era un eroe dissidente che nel 1605 tentò di far esplodere il Parlamento inglese. Il film mostra Fawkes a immagine e somiglianza del Cristo, archetipo di tutti dissidenti. Fawkes viene impiccato con la folla ai suoi piedi, laddove Gesù è crocifisso. L’idea alla base del film è che l’uomo può essere catturato, ucciso e dimenticato, ma l’idea-archetipo di libertà, quella vera, permane e può cambiare il mondo, dentro e fuori di noi. Il regime di Sutler (allusione a Hitler) che V combatte e sul quale trionferà col suo sacrificio, è l’Impero delle Tenebre, il regime degli Arconti che sarà abbattuto alla fine del tempo. È paradossale che proprio lo speaker televisivo del regime, in modo ipocrita, dica: «nessuno sfugge al giudizio». È il proclama degli Arconti, i Signori del karman degli uomini. La scena iniziale è un capolavoro esoterico. Evey cammina di notte, durante il coprifuoco e, rea di ciò, sta per essere violentata dai castigatori del regime, squallidi e iniqui giustizieri notturni. Mi sembra che il Cantico dei Cantici 5:7 descriva proprio questo scenario in cui l’anima sophianica, in cerca della sua controparte superiore, ossia dello sposo, è catturata e percossa dagli iniqui giudici arcontici, come la Sophia della Pistis Sophia: «mi han trovata le guardie che perlustrano la città; mi han percossa, ferita, mi han tolto il mantello (corpo di luce, N.d.A.), le guardie delle mura». Che V sia figura del Cristo è suggerito nel finale da Evey che dichiara essere V tutti noi, e indirettamente da uno dei castigatori che, incalzato dal Re di Giustizia che torna, esclama in preda al terrore: «Cristo Santo, pietà!». E quando Melkizedek-Cristo, il Vendicatore divino, tornerà, davvero non avrà pietà, poiché l’inesorabilità è una delle sue doti fondamentali. Non avrà pietà soprattutto con la Chiesa e i preti, dato che V si vendica anche di un disgustoso prete pedofilo a cui rivolge parole magistrali: «e così ricopri la tua nuda perfidia con antiche espressioni a te estranee, rubate ai sacri testi, e sembri un santo quando in realtà sei il diavolo». V-Melkizedek è emblema della definitiva e tremenda vendetta femminile sul potere arrogante che imperversa con la sua imbecillità per offendere il divino. La sua vendetta colpisce gli emblemi umani del potere politico, religioso, mass-mediologico, scientifico ed economico. La sua V è femminile perché è una lettera-contenitore. Il suo motto è Veni, Vidi, Vici, come quello del Cristo è Via, Verità e Vita. Ma la V è femminile anche perché, nel sistema dei numeri romani, V equivale a 5, il Quinto Elemento, la vergine celeste. La sua natura spirituale femminile è evidente nei suoi lunghi capelli sintetici. La sua risata stampata sulla maschera è quella celebrata nel Salmo 2, ove si prefigura la vendetta contro il regime degli Arconti, che cospirano contro l’Altissimo e il suo Messia, e del cui operato «se ne ride il Signore». “Sarai un pazzo”, gli dice Evey, da lui salvata dalla giustizia iniqua dei castigatori, e V è veramente il Matto che pochi potranno seguire. Evey lo farà, ma non subito. Il film cela qui, nel rapporto iniziatico tra V ed Evey, un valore spirituale enorme. Nonostante i suoi genitori siano stati giustiziati dal regime, Evey è ancora legata alla sua vita profana e non trova il coraggio di seguire il Matto, pur intuendo che V è un grandissimo essere. V stesso intuisce il coraggio e le virtù latenti di Evey. La inizia ingannandola, la rinchiude in una falsa prigione, le rade il cranio (simbolo di spersonalizzazione e purificazione), la spinge a vincere la paura della morte e la battezza alla nuova vita sotto uno scroscio di pioggia, non prima che Evey affermi che è pronta a morire dietro il deposito dei prodotti chimici, allusione all’iter alchemico. Qui è il capolavoro del film: il parallelo fra la rinascita di V tra le fiamme, e quella di Evey sotto l’acqua. L’allusione al battesimo dell’acqua di fuoco è, per quanto mi riguarda, palese. V è lo Spirito e Evey è l’anima. Proprio in quella iniziazione forzata, Evey comprende perché V sta attuando la vendetta: vendicare una donna iniquamente trucidata nel campo di concentramento, emblema di tutte le anime innocenti perseguitate dal regime. Vendetta femminile, appunto. La sofferenza, il dolore di Evey, la solitudine nella cella, il trionfo sulla paura di perdere tutto, suonano come una condanna indiretta e spietata di tutte le false iniziazioni che imperano oggi, basate sul nulla. Un grandissimo film da rivedere più volte e meditare, per meglio comprendere il perché la Bibbia sia fondata tutta sul concetto di vendetta
20:02
Scritto da: mikeplato
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05/02/2010
IL QUARTO TIPO
Prima di discutere delle valenze gnostiche di questo film, vi posto un commento trovato su Internet, che dovrebbe farvi capire in quale miserevole stato di consapevolezza versa l'umanità intera.
Una tizia di quelle apparentemente posate ma che in realtà non lo è affatto perde il marito in circostanze da chiarire (si scoprirà alla fine che il consorte si è suicidato. Probabilmente perché la moglie era una pazza furiosa, boh). Lei, che di mestiere fa la psicologa, impazzisce definitivamente e piuttosto che accettare i fatti oppure ubriacarsi per due giorni di fila si fa dei trip mentali sugli alieni. Alieni cattivi cattivi che parlano in sumero e rapiscono la gente. Un plot molto originale. Il film intervalla reali documentazioni a spezzoni ricostruiti in studio giusto perché dalle documentazioni spesso non si capisce una straminchiadiniente e soprattutto perché, a differenza di Milla Jovovich, la vera dottoressa Abigail Tyler è brutta come la fame. Emblematico il racconto della donna in questione ad un talk show, vero perno della pellicola. Bastano pochi secondi per rendersi conto che si, è proprio vero, gli psicofarmaci sputtanano il cervello. Un film di quelli che la gente in sala si mette a ridere, insomma, un film di merda. Non che ci fossero dubbi, ma che diavolo, uno ci spera sempre.
Il massimo partoribile dalla mente di codesto critico è che il film fa ridere, che la vera Abigail Tyler è brutta come la fame, che è pazza perchè imbottita di psico-farmaci, che vi sono trip mentali sugli alieni , e che in definitiva tutto ciò che non è spiegabile è risibile, e chi subisce violenza dall'alto è ben degno di essere internato. In verità, non è andata meglio nella sala in cui ho visto personalmente il film: sghignazzate irritanti, o per ignoranza, o per esorcizzare una paura atavica, perchè forse sotto sotto si teme che la verità del mondo possa essere persino peggiore.
Il film racconta i presunti fatti accaduti a Nome (Alaska), una comunità pare assediata da presenze aliene aduse a rapire diversi cittadini in apparenza semplici. Ma nessuno osa confessare le proprie esperienze, anche perchè tutti gli ADDOTTI non ricordano. Sanno di svegliarsi dopo le 3, di vedere un gufo (in realtà è una civetta), di vivere attimi di puro terrore, ma non ricordano in definitiva alcunchè. La psicologa Abigail Tyler (interpretata da una secondo me sorprendente e bravissima Milla Jovovich), dopo aver visto il marito essere assassinato sul letto da qualcuno di cui non ricorda, inizia a comprendere che anche lei vive strane esperienze notturne, ma non riesce a ricordare distintamente. Tuttavia quando molti pazienti, in regressione ipnotica, iniziano a narrare strane visioni ed esperienze, si convince che qualcosa di "estraneo" ha invaso la sua vita e quella di altri. Lei stessa, sotto ipnosi, ricorda di stare sul letto dettando le sue memorie ad un nastro magnetico, per poi ricevere la visita di strani esseri, che si camuffano nei suoi falsi ricordi come una civetta, vista osservare ogni addotto alla finestra sempre prima di una violenza. Nel riascoltare il nastro in un momento successivo, Abigail scopre drammaticamente che subito dopo aver inciso sul nastro lancia delle urla di panico, e sente una voce terribile parlare in una lingua sconosciuta. Attraverso l'ausilio di un esperto di lingue, si viene a scoprire che questi esseri parlano in sumero. Nei pochi brandelli di parole comprensibili, il linguista scopre che gli alieni si proclamino IO SONO...DIO, che noi siamo la loro creazione, che loro sono assoluti padroni delle mostre vite poichè essi dicono: VI OSSERVIAMO...MODIFICHIAMO...DISTRUGGIAMO. Garantisco che raramente ho ascoltato una voce più sinistra di queste sinistre presenze. Sta di fatto che essi non lasciano scampo nè speranza alla razza umana: NON VI SERVE PREGARE, dice uno di essi. Il resto del film non lo descrivo, per correttezza.
Da più parti si è detto che il regista americano di origine africana, Olatunde Osunsanmi, abbia inventato o calcato la mano su episodi comunque misteriosi avvenuti a Nome (Alaska). Si dice che abbia inventato i filmati presentati come originali, le riprese fatte da Abigail dei suoi pazienti in stato di ipnosi. Il regista spesso si diverte a mettere in parallelo sullo schermo le presunte vere riprese dell'adotto in regressione ipnotica (riprese effettuate nel 2000) quelle del film con tanto di attore che si muove allo stesso modo e replica le stesse "confessioni". Si dice che la produzione abbia confezionato un bel prodotto di marketing. Non so se sia vero o no, ma, come ben sa chi mi legge da tempo, non mi interessa se il film racconta fatti realmente avvenuti o meno. Siamo in un mondo finto, ove tutto è finzione, tanto la presunta realtà che la finzione conclamata. Questo film racconta, come altri e in modo simile a FORGOTTEN, per fare un esempio fra i tanti, della SCHIAVITU' PATITA DAGLI UMANI NEI CONFRONTI DEGLI ARCONTI. Poichè queste Entità parlano sumero, l'informazione che io ne traggo è che qui si alluda agli ANUNNAKI, il modo in cui i sumeri veneravano i sub-creatori, ovvero gli architetti e padroni assoluti di questo universo. Come in FORGOTTEN , e in BAGLIORI NEL BUIO, anche IL QUARTO TIPO non offre possibilità e speranza alcuna alla razza umana., queste Entità non la offrono E' inquietante vedere questi addotti subire terribile violenze fisiche e psichiche, e risultare totalmente impotenti in primo luogo di fronte a questi esseri che si proclamano DIO, per poi essere tacciati come pazzi e disturbati dalle autorità mondane. Attaccati dall'interno e dall'esterno, gli addotti non possono che capitolare e perdere davvero lucidità mentale, se non sconfinare nella vera pazzia.
Ho riscontrato diversi elementi che mi fanno pensare agli Arconti, senza avere dubbio alcuno. In primo luogo il falso ricordo immesso dalle entità nella mente degli addotti: la civetta. Essa era l'uccello di Lilith, simbolo dei poteri immondi nella Cabala, ed è citata persino nell'Antico Testamento. Essa è un predatore notturno, come i LOS VOLADORES di Castaneda e come i demoni che preferiscono attaccare di notte, durante il sonno, le menti umane, in quanto esse agiscono dall'astrale-onirico per poi manifestarsi di riflesso anche nella nostra dimensione fisica. Gli umani non hanno possibilità alcuna di difendersi, schiacciati come sono da intelligenze che si autoproclamano Dio. La Cabala chiama questi Angeli perversi anche EDOM, il popolo nemico degli Israeliti (simbolo delle anime provenienti dal Regno di luce). Non è un caso che Isaia 34, capitolo profetico dedicato alla condanna di Edom alla fine del tempo, tra i diversi animali associati al DRAGONE ROSSO (edom significa IL ROSSO) c'è anche la civetta (peraltro ambivalente perchè legato ad Athena-Sophia). Ma attenzione, il vocabolo ebraico per civette è LILITH, proprio colei che rappresenta i poteri immondi, la divinità sumero-babilonese non a caso. Nella Cabala, Lilith attenta ai neonati, ossia è lo Spirito Immondo che sempre cerca di divorare il bambino di luce, la particella divina che le darebbe l'eternità che non ha. Non è un caso che la figlia piccola di Abigail venga letteralmente risucchiata dalle Entità e sparisce nell'assoluto nulla
17:58
Scritto da: mikeplato
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05/07/2009
OUTLANDER
UNA NOTTE LO SPIRITO MI DISSE:
"CRISTO, NELLA SUA ERA, FARA' CONTINUE APPARIZIONI".
NON CAPII BENE, MA ORA LO SO. CRISTO FA CONTINUE APPARIZIONI OVUNQUE E NESSUNO LO SCORGE. E' UN BOMBARDAMENTO A TAPPETO. NON FA ALTRO CHE PARLARE DI SE', E LA NUOVA PELLICOLA "OUTLANDER" NE E' L'ENNESIMA DIMOSTRAZIONE
LA LOCANDINA RECITA: IL DRAGO HA DISTRUTTO IL SUO MONDO. EGLI NON PERMETTERA' CHE DISTRUGGAIL NOSTRO
E' EVIDENTE IL SENSO NASCOSTO DI TUTTO IL FILM. UN ESSERE HA SABOTATO UN UNIVERSO, UN ALTRO ESSERE FARA' IN MODO CHE IL NUOVO UNIVERSO NON SIA DISTRUTTO COME IL PRIMO. CRISTO E BELIAL, MICHELE E IL DRAGONE, LA LUCE E LE TENEBRE...
QUESTA LA TRAMA: Al tempo dei vichinghi, tra i fiordi della Norvegia risale un antico relitto. Dalla nave fuggono due alieni, un guerriero di nome Kainan (James Caviezel) e un mostro marino conosciuto come Moorwen. Scappati nelle fredde terre della Scandinavia, Kainan si mette alla ricerca della creatura, mentre il mostro si abitua agli abissi del Nord Europa. Quando Kainan giunge in un villaggio vichingo, e trova tutto distrutto, il guerriero si accorda coi pochi sopravvissuti per unire tutti i popoli del Nord, così da uccidere nel più breve tempo possibile la temibile creatura. Il tempo è comunque breve, la tecnologia di Kainan e la conoscenza territoriale dei vichinghi serviranno a braccare il mostro.
DOPO AVER VISTO IL FILM, HO NOTATO CHE IL REGISTA E L'EROE SONO ACCOMUNATI. UNO SI CHIAMA HOWARD MCCAIN, L'ALTRO KAINAN. IL SENSO E' CHIARO. CI TROVIAMO DI FRONTE ALLA ESALTAZIONE DELL'ARCHETIPO DI CAINO, IL CUI MITO, AL DI LA DELLA LETTERA, METTE IN LUCE COME CAINO NON SIA AFFATTO L'ASSASSINO MA L'INIZIATO PER ECCELLENZA, COLUI CHE SOLO PUO TRIONFARE SULLA BESTIA E ELEVARSI SPIRITUALMENTE. CAINO E' L'UNICO CHE PUO' DISTRUGGERE SATANA. HA SIA LA NATURA DEL CRISTO CHE QUELLA DI SATANA, E PUO' SFRUTTARE QUINDI LO YETZER DURO CHE PORTA DENTRO, L'IMPULSO AL COMBATTIMENTO. SE YEOSHUA NON AVESSE AVUTO QUESTA CARATTERISTICA, MOSTRATA QUI E LI' NELLE NARRAZIONI EVANGELICHE, NON L'AVREBBE MAI SPUNTATA SUI POTERI IMMONDI. PORTO' A COMPIMENTO IL DISEGNO PROPRIO PERCHE' AVEVA QUALCOSA DENTRO DEI SUOI AVVERSARI.
NON FA ECCEZIONE KAINAN, IL QUALE ASSURGE AL RUOLO DI VERO E PROPRIO BODHISATTVA, FINO AL TERMINE DELLA STORIA E SOPRATTUTTO AL TERMINE DELLA STORIA. DICIAMO CHE IL FILM ATTINGE A PIENE MANI AL MITO DEL DRAGONE SCONFITTO DA MICHELE, MA VI SONO ELEMENTI SIMILI A QUELLI DEL MITO DI MARDUK CHE SCONFIGGE TIAMAT, E ELEMENTI TRATTI DIRETTAMENTE DALLA SAGA DI BEOWULF. IN OGNI MODO, SIAMO DI FRONTE ALL'ARCHETIPALE LOTTA FRA IL PRINCIPE DELLA LUCE E IL PRINCIPE DELLE TENEBRE, CON GLI UMANI PRESI IN MEZZO A QUESTO COSMICO CONFLITTO. IN MOLTI FILM ORMAI ABBIAMO VISTO E VEDIAMO DESCRITTO IL MITO DELLO "SCONOSCIUTO", DI COLUI CHE VIENE DA UN MONDO ALTRO, PER AIUTARE GLI UMANI VESSATI, UMANI CHE PERFINO IGNORANO IN QUALE PERICOLO VERSINO. SOLO IL CRISTO DENTRO DI NOI, IL VERO "ALIENO" PUO' FARE IRRUZIONE IMPROVVISA NELLA NOSTRA VITA DI SONNO ETERNO, E PUO' SCUOTERCI CON LA VERITA. QUALE? CHE SIAMO SCHIAVI ETERNI DEL DRAGONE, E CHE SOLO LUI PUO' ABBATTERLO. RICORDO A TUTTI CHE JIM CAVIEZEL E' STATO, NON A CASO, IL CRISTO DI "PASSION", DIRETTO DA UN CERTO GIBSON CHE DI NOME FA "MEL". E CHI PUO' COMPRENDERE, COMPRENDA. CAVIEZEL RECITA IN UN ALTRO RUOLO CRISTICO NEL FILM "HIGHWAYMEN", CHE VI CONSIGLIO DI VEDERE SOTTO QUESTA PARTICOLARE OTTICA.
HO CERCATO DI INTUIRE A LUNGO PERCHE' PROPRIO CAVIEZEL FOSSE STATO SCELTO PER IL RUOLO DI GESU', E LA CHIAVE E' CERTAMENTE NEL COGNOME, CHE ALLUDE ALLA CAVEZZA. DICESI CAVEZZA: "FUNE UTILIZZATA PER LEGARE UNA BESTIA AL CAPO". TENERE A CAVEZZA QUALCUNO SIGNIFICA SOTTOMETTERLO. CIO HA A CHE FARE CON GESU', IN QUANTO, COME ' SCRITTO DA PAOLO, IMPARO' L'OBBEDIENZA DALLE COSE CHE SOFFRI'. IMPARO' A SOTTOMETTERSI AL CRISTO INTERIORE, PRINCIPIO CHIAVE PER COLUI CHE VOGLIA RIMETTERE LA PROPRIA VOLONTA' EGOISTICA A DIO DENTRO. SE IL RUOLO DI CRISTO E' INTERPRETATO DA KAINAN, QUELLO DI GESU' E' QUI INTERPRETATO DA WULFRIK, E DA QUESTA IMMAGINE NE CAPIRETE IL MOTIVO SENZA ALCUN BISOGNO DI SPIEGAZIONE
18:37
Scritto da: mikeplato
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11/06/2009
EROI DI QUESTO MONDO E DI QUELL'ALTRO
HO VISTO IL FILM "OPERAZIONE VALCHIRIA", LA STORIA DEGLI EROI CHE CERCARONO DI SABOTARE HITLER E IL SUO REGIME PER IMPEDIRE CHE GLI ALLEATI DISTRUGGESSERO LA GERMANIA. IL TENTATIVO DI "GOLPE" FALLI', 9 MESI PRIMA CHE HITLER SI SIUCIDASSE NEL BUNKER DI UNA BERLINO ASSEDIATA DAGLI ALLEATI. MI SON CHIESTO SE DAVVERO HITLER SCAMPO' ALL'ATTENTATO DINAMITARDO. E SE FOSSE STATO DAVVERO UCCISO, MA I VARI HIMMLER, GOEBBELS, GOERING AVESSERO UTILIZZATO UN SOSIA PER NOVE MESI? NON SO, E' UNA CONGETTURA. PIU' CHE ALTRO, OCCORRE FAR TESORO DI QUESTA STORIA VERA PER COMPRENDERE CHE IN QUESTO FILM HITLER NON è HITLER, I RIBELLI NON SONO I RIBELLI, LA GERMANIA NON E' LA GERMANIA. IL SIGNIFICATO NASCOSTO DEL FILM E' LA RIBELLIONE AL SIGNORE DI QUESTO MONDO, E VON STAUFFENBERG RAPPRESENTA TUTTI QUEGLI EROI DELLO SPIRITO CHE HANNO OSATO RIBELLARSI E HANNO PAGATO CON LA VITA. PARADOSSALMENTE, L'OCCHIO SOLO DI VON STAUFFENBERG RAPPRESENTA IL TERZO OCCHIO DEI FIGLI DI DIO.LA MANO DESTRA SALTATA PONE L'ENFASI SULLA DESTRA DI DIO. LE DUE DITA SALTATE DELLA SINISTRA FANNO SI CHE EGLI ABBIA IL SEGNO DEL TRE E DELLA GIUSTIZIA. TOM CRUISE NON è NUOVO A INTERPRETARE UN RUOLO DI UN EROE CON UN OCCHIO SOLO. LO AVEVA GIA FATTO IN "MINORITY REPORT" INTERPRETANDO IL RUOLO DI JOHN ANDERTON, CUI VIENE DETTO: "IN UN MONDO DI CIECHI, CHI HA UN OCCHIO SOLO E' RE", UN PRINCIPIO IN CUI CREDEVA FERMAMENTE PHILIP DICK, AUTORE DEL ROMANZO DA CUI FU TRATTA LA SCENEGGIATURA DEL FILM DI SPIELBERG, COME MOSTRANO I "TRACTATES CRYPTICA SCRIPTURA"
L'EROE DALL'OCCHIO SOLO TROVA IL SUO ARCHETIPO CINEMATOGRAFICO IN SNAKE (JENA, JE.sus NA.zira) PLISSKEN, da 1997 FUGA DA NEW YORK, ALTRO FILM AD ALTO CONTENUTO GNOSTICO
12:05
Scritto da: mikeplato
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22/05/2009
2001 Odissea nello Spazio
Il miglior film di sempre? Certamente il miglior film di fantascienza mai realizzato e certamente fra i primi tre della storia.
PREMESSA
Inizio con un plauso e un rimprovero ad Arthur Clarke, autore del romanzo che seguì al film. A leggere ora le pagine di Clarke provo un senso di fastidio, così come provavo meraviglia nel 1978 quando lo lessi per la prima volta. Non c'è Dio nel film-romanzo o, quantomeno, non nelle intenzioni dell'autore. Non c'è Dio ma esseri sviluppatissimi sì, persino esseri che evolvono in energia (se si leggono le opere successive della quadrilogia), ma Dio latita. Questi esseri sarebbero infinitamente saggi, capaci di seminare e vendemmiare la vita ovunque, ma non capirebbero come arginare l'entropia (come descritto nel romanzo L'Occhio del Sole). Eppure...Dio c'è lo stesso, per merito di Dio. Ho sempre scritto che non v'è bisogno di costruire parabole, telescopi, navicelle per cercare e trovare la vita aliena, non serve organizzare costose spedizioni nel sistema solare. Altrimenti saranno i ricchi ad avere più chance. E' un pò il discorso che faccio a chiunque mi parli del cd. oro monoatomico come elemento alchemico. GRATUITAMENTE RICEVIAMO, lo si ricordi sempre. No, l'alieno è dentro, il regno è dentro. Il fuori è solo uno specchio dell'interiore umano. Clarke non è un esoterista, nè ha mai parlato di esoterismo. Eppure la sua opera prima, 2001 Odissea nello Spazio, è ispirata come poche altre. Dietro un guscio di fantascienza scientista (siamo molto lontani dallo gnostico Philip Dick, dall'ismailita Frank Herbert, e dalla cabalista Ursula Le Guin) si cela una polpa assolutamente iniziatica. Come l'Odissea di Omero era il viaggio, parimenti 2001 è il viaggio, il viaggio per eccellenza, nonostante Kubrick volesse narrare qualche altra cosa (forse). Clarke parte da un presupposto sbagliato. Sposa in pieno la teoria darwiniana, che contrasta con la metastoria che la Tradizione ci ha tramandato. L'evoluzione di Clarke-Kubrick parte dalla scimmia per giungere all'uomo e poi al bimbo cosmico. L'evoluzione della Tradizione parte dall'uomo primordiale, evoluto, poi diventato uomo-bestia, per poi ritornare uomo primordiale. L'evoluzione della Tradizione è una restaurazione, quindi un ritorno al passato e non un incedere verso il futuro, che è involuzione spirituale. La vera evoluzione è un ritorno al corpo di gloria, in verità appena abbozzato intorno al fanciullo cosmico. Ma andiamo per gradi. Il libro, ispirato ad un racconto breve (La Sentinella, 1948) è successivo alla sceneggiatura del film kubrickiano. Può dirsi che, a forza di correggere la sceneggiatura di Clarke, fu anche Kubrick a scrivere 2001. Il film non ha eguali, resiste al tempo, ha segnato uno standard, eguagliato 10 anni dopo solo da Incontri Ravvicinati del III tipo. Tecnicamente è uno spettacolo per gli occhi e lo sarà a lungo, nonostante la computer grafica ormai rende possibile e verosimile qualsiasi effetto.
Ma veniamo al senso esoterico della storia. Elementi iniziatici sono sparsi qui e lì, ma di certo il cuore pulsante dell'esoterismo del film è la vicenda del protagonista: David Bowman. Ricordate questo nome perchè le sue implicazioni cabalistiche ci torneranno utili nella scena della disattivazione del computer Hal 9000.
KUBRICK
Era un esoterista? Non si comprende bene. Il suo utimo film, Eyes Wide Shut, metteva sul piatto la questione degli Illuminati. Leggo su un sito: Eppure molte le patenti che sono state a lui affibbiate: Fratello Illuminato, Alchimista, Spiritualista, Antimassone,presunto veicolatore di messaggi satanici, fino a quella, misteriosa, dell’uomo che ha volutamente svelato, per la prima volta esplicitamente attraverso il cinema, il rituale dell’unione con il Femminino Sacro in Eyes Wide Shut, tanto da meritare un'astuta menzione su Il Codice Da Vinci di Dan Brown. Ho visto quello splendido film, ma l’ultima questione è fuori discussione. Dove mai Kubrick ha accennato al femminino sacro in quel film? Il pressapochismo degli esoteristi odierni è inquietante. Mi sembra che quel film sia un inno alla maschera umana, agli Arconti che controllano segretamente il consorzio umano, e all’illusione presa per realtà (Doppio Sogno era il titolo del romanzo da cui è stato tratto Eeys Wide Shut). Che Kubrick fosse un massone inglese? Forse. Il film potrebbe essere stato scritto da un massone, certo
I PRIMOGENITI
Nel romanzo che chiude la serie dell'Odissea, 3001, Clarke ci illustra la verità dei Primogeniti, i creatori del monolito. Scrive che questi esseri di carne e ossa, benchè iperumani, nell'osservare il cosmo, provarono timore, meraviglia e solitudine. Cercarono amici tra le stelle ma non ne trovarono. Constatarono con quanta frequenza la vita e l'intelligenza trovava la sua strada nell'universo per poi irrimediabilmente spegnersi poco dopo. Incoraggiarono ovunque il sorgere della Mente. Divennero seminatori e agricoltori nel campo delle stelle, e talvolta dovettero estirpare anche le erbacce, con indifferenza. Scoprirono la terra, brulicante di vita e seminarono l'intelligenza, ma per almeno un milione di anni non potevano sapere quale dei loro esperimenti avrebbero dato frutti. Erano pazienti, ma non ancora immortali. Lasciarono servitori dietro di loro, che avrebbero osservato, sarebbero intervenuti e completato l'opera. Essi se ne andarono, per sempre. I servitori evolvettero (evolsero?) e divennero essi stessi navi spaziali, enti-macchine, per poi evolvere e immagazzinare i pensieri all'interno della luce, per divenire pura energia e vagare a piacimento nella galassia, liberi dalla tirannide della materia. Costoro seminarono in vari luoghi dell'universo diversi monoliti, che avevano il compito di stimolare vita e intelligenza e innescare, a tempo debito, salti evolutivi. Nella Cabala, i Primogeniti sono gli Angeli Ribeli, chiamati in ebr. RISONIM. Fate voi
L'ASSE PORTANTE DEL FILM: IL MONOLITO
Nell'idea di Kubrick-Clarke, non è più Elohim ad insufflare la vita e l'intelligenza ma un monolito nero, oggetto che sostituisce la piramide nera nel romanzo ispiratore "La Sentilnella".
Ciò è assolutamente non condivisibile alla lettera, ma simbolicamente, guardando oltre il velo, possiamo anche immaginare che quel famoso Monolito Nero altro non sia che la Pietra Nera che viene dal cielo, presente in tutti i miti, anche in quello del Graal di Von Eschemback, che alluse ad un misterioso Lapis Exillis che può tutto. Diciamo pure che la Pietra Nera rappresenta lo Spirito Immanifesto albergante nell'uomo, il Dio Nero, Colui che davvero può decidere per l'innesco di una vera evoluzione, nel senso già espresso di un ritorno. La scena in cui il gruppo di scimmie si avvicina e tocca la lastra di Cristallo Nero ricorda la stessa adorazione che i musulmani concedono alla Kaaba, la sacra pietra nera che si rifà al mito egizio del Ben Ben.
La Pietra Nera del film è un utero nel quale Bowman dovrà entrare per innescare la trasmutazione finale. Non credo ciò sia stato voluto dal duo Kubrick-Clarke, ma la scena in cui David entra letteralmente nel monolito ricorda molto il Vitriol alchemico: Visita Interiora Terrae...Si badi bene, le scimmie sfiorano e toccano il monolito e una di loro diviene più intelligente e più intuitiva, ma non vengono trasformate nell'essenza. Rimangono opportunamente uomini-scimmie preludio allo sviluppo futuro dell'uomo. Quel che il Monolito fa è svilluppare fortemente l'intuizione dell'uomo scimmia. Memorabile la scena in cui questa osserva le ossa a terra, scoprendo che l'uso di una di queste può condurlo a uccidere nemici e prede.
Non così per David che diventa letteralmente qualcos'altro. Egli non diventa un uomo più intelligente, ma va oltre l'uomo per tornare all'Uomo. Ciò ci deve far riflettere sulla differenza tra tutti coloro che sono stati TOCCATI dalla pietra nera celata in loro, e colui che, unico e solo, ha abbandonato la sua condizione umana: Gesù il Cristo. In questo senso, il film ci offre una possente chiave di interpretazione dei fatti del testo biblico, e dell'enorme differenza tra un Mosè ed un Gesù. Mosè non giunse in Promiseland, ossia non restaurò l'immagine e somiglianza unendosi e facendosi assorbire dalla Pietra Nera. Gesù vi riuscì e divenne davvero qualcosa di extra-umano. Il bambino cosmico è un potente simbolo del bambino cristico, dell'Agnus Dei, dell'Uomo Nuovo che in realtà è il vero Uomo, concepito con l'immagine e somiglianza.
DUE SERIE EVOLUTIVE
Ho notato, in 2001, due distinte serie evolutive. Una è quella cd. storica-lineare: Scimmia-Uomo-Bimbo cosmico.
L'altra concerne lo stesso David, sottoposto ad una vera scansione cromatica tipica dell'alchimia.
David, nell'appartamento illusorio generato dal monolito per farlo sentire in un ambiente familiare e non alieno, attraversa prima la nigredo, poi l'albedo e la rubedo. Potrete constatarlo voi stessi. La stessa scansione è evidente nel seguito di 2001, ovvero 2010 Odissea 2. Qui David è ormai il Mediatore tra gli umani e gli alieni, una sorta di Metatron. Si presenta ad Heywood Floyd e cambia continuamente aspetto passando dal nero al bianco e poi al rosso. Nella prima serie evolutiva, noi vediamo come l'evoluzione passi prima per l'uccisione dell'animale da parte della scimmia, e poi per la morte degli uomini compreso David. Qual'è il senso esoterico di ciò? Per ritornare allo stato primordiale, all'Uomo di Luce, occorre abbandonare prima gli istinti della bestia, uccidere l'animale che c'è in noi. Giovanni Battista, ma anche Ercole, indossavano pelli di animale per indicare il loro trionfo sulla bestia. Cosa molto significativa, nel romanzo, Guarda la Luna (questo il nome della scimmia eletta) trionfa su un leopardo che rappresentava il vero terrore degli uomini-scimmia. La vera bestia su cui occorre trionfare sono gli istinti ferini, gli istinti sessuali e procreativi, che promanano dalla nostra componente bestiale. Stesso significato, mi pare, è presente nella scena del Tarzan della Disney, allorchè l'uomo della giungla, armato di lancia come San Michele, abbatte il leopardo e viene accettato come leader e re dei gorilla.
Ma non basta, giacchè occorre poi trionfare sugli istinti tipicamente umani, e ciò è simboleggiato da David che muore a se stesso.
IL VIAGGIO INIZIATICO
Il viaggio inizia quando il monolito scoperto sulla Luna lancia un suono diretto verso Giove. Attenzione qui, perchè nel libro il segnale è diretto verso Saturno, e così anche il viaggio.
Mi sembra molto più corretta la seconda versione. La classica ascesa gnostica per le sfere planetarie deve concludersi, con il passaggio per Saturno (ultima sfera), nell'ogdoade, il regno della luce. Il viaggio nel sistema solare della Discovery è un elemento iniziatico che definirei impeccabile. Clarke avrebbe voluto chamare il film HOW THE SOLAR SYSTEM WOS WON (COME FU VINTO IL SISTEMA SOLARE), perfetta sintesi dell'ascesa per le sfere arcontiche. E allora vi chiederete: gli gnostici insegnavano che in quest'ascesa gli arconti dei vari livelli tentavano di sbarrare il passo. E qui gli Arconti dove sono? In primo luogo, mi sembra che l'elemento dell'Astronave in forma di cerchio rotante, presente nelle prime scene dello spazio, sia simbolo della Ruota del Fato o Ruota dei Mutamenti, l'uroburo cosmico che sintetizza il potere di Heimarmene (la fatalità planetario-astrale) tipica della Dominazione Arcontica.
Il fatto che questa ruota sia posta nei frames iniziali della scena spaziale, la dice lunga sul fatto che il viaggio di Bowman è in realtà un' esodo dalle sfere planetarie. Mi sembra che il principio della Ruota del Destino sia presente anche nella stupenda scena in cui Poole fa jogging nell'anello rotante della Discovery.
Sol che il destino è sempre e comunque sovrastato da una forza provvidenziale molto più grande. Ora, l'arconte è in noi, è l'ego il vero Arconte. L'ego-arconte è il computer Hal 9000 che cercherà di impedire a tutti i costi che David e gli altri vadano "oltre".
David si vedrà costretto a spegnere Hal, in una scena memorabile, in cui lentamente escluderà tutti i blocchi di memoria. Hal è la razionalità umana, la razionalità egotica, con tutto il suo corredo di vizi, i doni degli Arconti all'umanità per crocifiggerla allo spazio-tempo. Hal è sospettoso, cospirativo, pieno di se stesso, prova rabbia, ha paura (quando David inizia a disconnetterlo, egli dice "Ho paura, David"). E' tutt'altro che una macchina. E' una parte di David che cospira contro l'ascesa, fin dall'inizio, scientemente. E' quella parte che non vuole il "ritorno". Tutti gli Arconti sono in Hal 9000, l'occhio che tutto vede e controlla. Nella versione italiana, nel mentre David stacca la spina ad Hal, blocco per blocco, grado per grado, Hal intona la celebre filastrocca: 150 la gallina canta.
I SALMI DI DAVID
Ora qui occorrono persone con grande acume. 150 è anche il numero dei Salmi, e la filastrocca infantile di fatto si riferisce occultamente ai 150 salmi di David. Avete letto bene: di David. E non è finita qui. David cantava i salmi con la cetra che è uno strumento a corda. Bowman significa più o meno Uomo dell'Arco, arciere. C'è una stretta correlazione fra la cetra e l'arco, occorre tendere una o più corde. Quello della filastrocca, vera colonna sonora dello spegnimento di Hal, è una incredibile chiave messa lì dallo Spirito e non certo da Kubrick. Cosa vuol significare? Semplice. Lo Spirito ci sta dicendo che per distruggere l'Arconte che si annida in noi, occorre usare i salmi di David, cosa che gli alchimisti sapevano molto bene. Il contesto David-Pietra Nera-150 Salmi è forse la chiave alchemica più potente del film. Non la troviamo nel romanzo, e neanche nella versione inglese del film, ma è indifferente.
SOLITUDINE
David è solo quando entra nel monolito, e deve esserlo. Sembra che una regia superiore abbia fatto in modo che egli fosse il prescelto. Qui scorgo un'analogia con le sante parole di Gesù secondo cui molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti. Nella Discovery molti partono. Notate che alcuni partono addormentati, ma Bowman e Pool no. Qui c'è tutta l'umanità.
Quelli in ibernazione sono tutti coloro che vivono ignari di quel che accade. essi non sapranno neanche di essere morti, o meglio assassinati, perchè Hal li ucciderà tutti. Anche qui c'è una forte ispirazione dello Spirito. Gli arconti distruggono molte anime e solo pochi giungeranno alla meta del ritorno allo stato di gloria. Quei pochi non potranno agire in gruppo, ma ciascuno dovrà fare per sè, in solitudine, come Bowman, che è rigorosamente solo in questo processo trasmutativo.
L'ULTIMA CENA
Altro elemento alchemico è la cena di David nella sala, che sa tanto di Ultima Cena. Infatti è la sua ultima cena.
V'è un particolare, completamente insignificante ai ciechi, ma illuminante per coloro che hanno l'occhio allenato: il bicchiere. Mentre sta mangiando, David urta il bicchiere con la mano destra e lo fa cadere, deflagrandolo in mille pezzi.
David è ancora vestito di nero.Il vetro frantumato è un simbolo di morte, è lo smembramento alchemico, segna la fine della "mortificatio", è il VETERO (vecchio) che se ne va per far posto al nuovo. Non a caso, mentre si china per vedere ciò che è accaduto, David vede se stesso vestito di bianco e morente sul letto, preludio alla rubedo, ossia alla nascita del Re del Mondo. In questo modo viene chiamato nel finale del Romanzo, non certo nel film.
IL CRATERE E GLI ARCONTI
Altro elemento indubbiamente alchemico è il luogo di rinvenimento del monolito sulla luna: il cratere.
Il fatto che il monolito sia in un cratere, rimanda al Pimandro del Corpo Ermetico che individua proprio nel Crater l'inizio del percorso di trasmutazione: "Battezzatevi , se lo potete, nel cratere, o voi che credete di tornare a colui che l'ha mandato, voi che sapete il fine della vostra vita ! E quelli che compresero questo appello e furono battezzati nell'Intelligenza, quelli conseguirono la Gnosi e diventarono gl'iniziati dell'Intelligenza, gli altri ignorano perché e da chi siano stati creati". Il viaggio di David è un viaggio gnostico, seppur obiettivamente non voluto, non progettato. Egli è solo un fantoccio del fato, di Heimarmene. Gli Arconti ispirano molte cose su questo piano, ma Sophia, più profonda, è sempre presente in ciò che gli Arconti fanno. Sembrerà assurdo, ma questo film non è iniziatico negli intendimenti, non è della Luce eppure lo è. Mostra occultamente dei Creatori che non comprendono a pieno il cosmo, ma capaci di creare la vita e l'intelligenza razionale. Essi si mostrano capaci di far evolvere in senso lamarkiano-darwiniano la loro creazione. Ma questa creazione è cieca. David è solo un pupazzo ignaro dei creatori del monolito, si mette in viaggio per altri scopi.
Come ho già detto, ci troviamo in un universo-prigione, e quella ruota nello spazio già citata è un modo attraverso cui gli Arconti ci parlano della Ruota dei Destini. Il sistema solare è la nostra gabbia. Fateci caso: il bambino cosmico non entra in una nuova dimensione, rimane in questo spazio-tempo e, come scritto nel romanzo, "sebbene fosse il re del mondo, non sapeva bene che cosa fare in seguito, ma avrebbe escogitato qualcosa" (Clarke usa le medesime parole per l'uomo scimmia Guarda-la-Luna).
Insomma, non ci troviamo di fronte ad un uomo-Dio perfettamente consapevole, ma ad un'evoluzione della specie umana in senso biologico. Vi stupirò se vi dico che questo film è uno spot formidabile del potere degli Arconti, eppure nel suo fondo occulto parla della scintilla di luce che si libera dalla materia e dalle forze delle Tenebre Esteriori. Il monolito è gli Arconti, il monolito è Sophia. La guerra tra Luce e Tenebre ha come teatro ogni segmento della realtà. Non finirò mai di dirlo.
IL 21
Il bambino cosmico, il Metatron o fanciullo divino (fanciullo alieno per Clarke e Kubrick), è legato all'ultima lama dei Tarocchi: 21 il Mondo, la realizzazione finale, il compimento dell'opera di Dio nell'uomo.
Proprio il 21 è celato nella data del titolo del film non casualmente. E questo 21 allude al 21° secolo, che rappresenterà di certo il secolo della fine e del nuovo inizio, il secolo della realizzazione della promessa di YHWH ad Abramo e del compimento di Israel celestiale: Conta le stelle, tale sarà la tua discendenza. Non a caso, come citato in 2010, Bowman dirà del monolito: It's full of stars-è pieno di stelle. 21 è un numero sacro, è il prodotto di due numeri altamente sacri (7 e 3), ha per somma 3, e rappresenta il 2 (la dualità) che torna ad essere 1, attraverso il terzo elemento mediante, ovvero quel corpo di luce che rappresenta davvero il compimento della Grande Opera e in 2001 appena abbozzato
11:52
Scritto da: mikeplato
in 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO | Link permanente | Commenti (7)
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16/05/2009
Il benvenuto
Do il benvenuto a tutti voi in questo nuovo spazio dedicato all'interpretazione esoterica dei film. Credo che su tutta la Rete non vi sia uno spazio dedicato a questa tematica
11:42
Scritto da: mikeplato
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