2001 Odissea nello Spazio

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Il miglior film di sempre? Certamente il miglior film di fantascienza mai realizzato e certamente fra i primi tre della storia.

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PREMESSA

Inizio con un plauso e un rimprovero ad Arthur  Clarke, autore del romanzo che seguì al film.  A leggere ora le pagine di Clarke provo un senso di fastidio, così come provavo meraviglia nel 1978 quando lo lessi per la prima volta. Non c’è Dio nel film-romanzo o, quantomeno, non nelle intenzioni dell’autore. Non c’è Dio ma esseri sviluppatissimi sì, persino esseri che evolvono in energia (se si leggono le opere successive della quadrilogia), ma Dio latita. Questi esseri sarebbero infinitamente saggi, capaci di seminare e vendemmiare la vita ovunque, ma non capirebbero come arginare l’entropia (come descritto nel romanzo L’Occhio del Sole). Eppure…Dio c’è lo stesso, per merito di Dio. Ho sempre scritto che non v’è bisogno di costruire parabole, telescopi, navicelle per cercare e trovare la vita aliena, non serve organizzare costose spedizioni nel sistema solare. Altrimenti saranno i ricchi ad avere più chance. E’ un pò il discorso che faccio a chiunque mi parli del cd. oro monoatomico come elemento alchemico. GRATUITAMENTE RICEVIAMO, lo si ricordi sempre. No, l’alieno è dentro, il regno è dentro. Il fuori è solo uno specchio dell’interiore umano. Clarke non è un esoterista, nè ha mai parlato di esoterismo. Eppure la sua opera prima, 2001 Odissea nello Spazio, è ispirata come poche altre. Dietro un guscio di fantascienza scientista (siamo molto lontani dallo gnostico Philip Dick, dall’ismailita  Frank Herbert, e dalla cabalista Ursula Le Guin) si cela una polpa assolutamente iniziatica. Come l’Odissea di Omero era il viaggio, parimenti 2001 è il viaggio, il viaggio per eccellenza, nonostante Kubrick volesse narrare qualche altra cosa (forse). Clarke parte da un presupposto sbagliato. Sposa in pieno la teoria darwiniana, che contrasta con  la metastoria che la Tradizione ci ha tramandato. L’evoluzione di Clarke-Kubrick  parte dalla scimmia per giungere all’uomo e poi al bimbo cosmico. L’evoluzione della Tradizione parte dall’uomo primordiale, evoluto, poi diventato uomo-bestia, per poi ritornare uomo primordiale. L’evoluzione della Tradizione è una restaurazione, quindi un ritorno al passato e non un incedere verso il futuro, che è involuzione spirituale. La vera evoluzione è un ritorno al corpo di gloria, in verità appena abbozzato intorno al fanciullo cosmico. Ma andiamo per gradi. Il libro, ispirato ad un racconto breve (La Sentinella, 1948) è successivo alla sceneggiatura del film kubrickiano. Può dirsi che, a forza di correggere la sceneggiatura di Clarke, fu anche Kubrick a scrivere 2001. Il film non ha eguali, resiste al tempo, ha segnato uno standard, eguagliato 10 anni dopo solo da Incontri Ravvicinati del III tipo. Tecnicamente è uno spettacolo per gli occhi e lo sarà a lungo, nonostante la computer grafica ormai rende possibile e verosimile qualsiasi effetto.

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Ma veniamo al senso esoterico della storia. Elementi iniziatici sono sparsi qui e lì, ma di certo il cuore pulsante dell’esoterismo del film è la vicenda del protagonista: David Bowman. Ricordate questo nome perchè le sue  implicazioni cabalistiche ci torneranno utili nella scena della disattivazione del computer Hal 9000.

 

KUBRICK

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Era un esoterista? Non si comprende bene. Il suo utimo film, Eyes Wide Shut, metteva sul piatto la questione degli Illuminati. Leggo su un sito: Eppure molte le patenti che sono state a lui affibbiate: Fratello Illuminato, Alchimista, Spiritualista, Antimassone,presunto veicolatore di messaggi satanici, fino a quella, misteriosa, dell’uomo che ha volutamente svelato, per la prima volta esplicitamente attraverso il cinema, il rituale dell’unione con il Femminino Sacro in Eyes Wide Shut, tanto da meritare un’astuta menzione su Il Codice Da Vinci di Dan Brown. Ho visto quello splendido film, ma l’ultima questione è fuori discussione. Dove mai Kubrick ha accennato al femminino sacro in quel film? Il pressapochismo degli esoteristi odierni è inquietante. Mi sembra che quel film sia un inno alla maschera umana, agli Arconti che controllano segretamente il consorzio umano, e all’illusione presa per realtà (Doppio Sogno era il titolo del romanzo da cui è stato tratto Eeys Wide Shut). Che Kubrick fosse un massone inglese? Forse. Il film potrebbe essere stato scritto da un massone, certo

 

I PRIMOGENITI

Nel romanzo che chiude la serie dell’Odissea,  3001, Clarke ci illustra la verità dei Primogeniti, i creatori del monolito. Scrive che questi esseri di carne e ossa, benchè iperumani, nell’osservare il cosmo, provarono timore, meraviglia e solitudine. Cercarono amici tra le stelle ma non ne trovarono. Constatarono con quanta frequenza la vita e l’intelligenza trovava la sua strada nell’universo per poi irrimediabilmente spegnersi poco dopo. Incoraggiarono ovunque il sorgere della Mente. Divennero seminatori e agricoltori nel campo delle stelle, e talvolta dovettero estirpare anche le erbacce, con indifferenza. Scoprirono la terra, brulicante di vita e seminarono l’intelligenza, ma per almeno un milione di anni non potevano sapere quale dei loro esperimenti avrebbero dato frutti. Erano pazienti, ma non ancora immortali. Lasciarono servitori dietro di loro, che avrebbero osservato, sarebbero intervenuti e completato l’opera. Essi se ne andarono, per sempre. I servitori evolvettero (evolsero?) e divennero essi stessi navi spaziali, enti-macchine, per poi evolvere e immagazzinare i pensieri all’interno della luce, per divenire pura energia e vagare a piacimento nella galassia, liberi dalla tirannide della materia. Costoro seminarono in vari luoghi dell’universo diversi monoliti, che avevano il compito di stimolare vita e intelligenza e innescare, a tempo debito, salti evolutivi. Nella Cabala, i Primogeniti sono gli Angeli Ribeli, chiamati in ebr. RISONIM. Fate voi

 

L’ASSE PORTANTE DEL FILM: IL MONOLITO

Nell’idea di Kubrick-Clarke, non è più Elohim ad insufflare la vita e l’intelligenza ma un monolito nero, oggetto che sostituisce la piramide nera nel romanzo ispiratore “La Sentilnella”.

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Ciò è assolutamente non condivisibile alla lettera, ma simbolicamente, guardando oltre il velo, possiamo anche immaginare che quel famoso Monolito Nero altro non sia che la Pietra Nera che viene dal cielo, presente in tutti i miti, anche in quello del Graal di Von Eschemback, che alluse ad un misterioso Lapis Exillis che può tutto. Diciamo pure che la Pietra Nera rappresenta lo Spirito Immanifesto albergante nell’uomo, il Dio Nero, Colui che davvero può decidere per l’innesco di una vera evoluzione, nel senso già espresso di un ritorno. La scena in cui il gruppo di scimmie si avvicina e tocca la lastra di Cristallo Nero ricorda la stessa adorazione che i musulmani concedono alla Kaaba, la sacra pietra nera che si rifà al mito egizio del Ben Ben.

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La Pietra Nera del film è un utero nel quale Bowman dovrà entrare per innescare la trasmutazione finale. Non credo ciò sia stato voluto dal duo Kubrick-Clarke, ma la scena in cui David entra letteralmente nel monolito ricorda molto il Vitriol alchemico: Visita Interiora Terrae…Si badi bene, le scimmie sfiorano e toccano il monolito e una di loro diviene più intelligente e più intuitiva, ma non vengono trasformate nell’essenza. Rimangono opportunamente uomini-scimmie preludio allo sviluppo futuro dell’uomo. Quel che il Monolito fa è svilluppare fortemente l’intuizione dell’uomo scimmia. Memorabile la scena in cui questa osserva le ossa a terra, scoprendo che l’uso di una di queste può condurlo a uccidere nemici e prede.

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Non così per David che diventa letteralmente qualcos’altro. Egli non diventa un uomo più intelligente, ma va oltre l’uomo per tornare all’Uomo. Ciò ci deve far riflettere sulla differenza tra tutti coloro che sono stati TOCCATI dalla pietra nera celata in loro, e colui che, unico e solo, ha abbandonato la sua condizione umana: Gesù il Cristo. In questo senso, il film ci offre una possente chiave di interpretazione dei fatti del testo biblico, e dell’enorme differenza tra un Mosè ed un Gesù. Mosè non giunse in Promiseland, ossia non restaurò l’immagine e somiglianza unendosi e facendosi assorbire dalla Pietra Nera. Gesù vi riuscì e divenne davvero qualcosa di extra-umano. Il bambino cosmico è un potente simbolo del  bambino cristico, dell’Agnus Dei, dell’Uomo Nuovo che in realtà è il vero Uomo, concepito con l’immagine e somiglianza.

 

DUE SERIE EVOLUTIVE

Ho notato, in 2001, due distinte serie evolutive. Una è quella cd. storica-lineare: Scimmia-Uomo-Bimbo cosmico.

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L’altra concerne lo stesso David, sottoposto ad una vera scansione cromatica tipica dell’alchimia.

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David, nell’appartamento illusorio generato dal monolito per farlo sentire in un ambiente familiare e non alieno, attraversa prima la nigredo, poi l’albedo e la rubedo. Potrete constatarlo voi stessi. La stessa scansione è evidente nel seguito di 2001, ovvero 2010 Odissea 2. Qui David è ormai il Mediatore tra gli umani e gli alieni, una sorta di Metatron. Si presenta ad Heywood Floyd e cambia continuamente aspetto passando dal nero al bianco e poi al rosso. Nella prima serie evolutiva, noi vediamo come l’evoluzione passi prima per l’uccisione dell’animale da parte della scimmia, e poi per la morte degli uomini compreso David. Qual’è il senso esoterico di ciò? Per ritornare allo stato primordiale, all’Uomo di Luce, occorre abbandonare prima gli istinti della bestia, uccidere l’animale che c’è in noi. Giovanni Battista, ma anche Ercole, indossavano pelli di animale per indicare il loro trionfo sulla bestia. Cosa molto significativa, nel romanzo, Guarda la Luna (questo il nome della scimmia eletta) trionfa su un leopardo che rappresentava il vero terrore degli uomini-scimmia. La vera bestia su cui occorre trionfare sono gli istinti ferini, gli istinti sessuali e procreativi, che promanano dalla nostra componente bestiale. Stesso significato, mi pare, è presente nella scena del Tarzan della Disney, allorchè l’uomo della giungla, armato di lancia come San Michele, abbatte il leopardo e viene accettato come leader e re dei gorilla.

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Ma non basta, giacchè occorre poi trionfare sugli istinti tipicamente umani, e ciò è simboleggiato da David che muore a se stesso.

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IL VIAGGIO INIZIATICO

Il viaggio inizia quando il monolito scoperto sulla Luna lancia un suono diretto verso Giove. Attenzione qui, perchè nel libro il segnale è diretto verso Saturno, e così anche il viaggio.

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Mi sembra molto più corretta la seconda versione. La classica ascesa gnostica per le sfere planetarie deve concludersi, con il passaggio per Saturno (ultima sfera), nell’ogdoade, il regno della luce. Il viaggio nel sistema solare della Discovery è un elemento iniziatico che definirei impeccabile. Clarke avrebbe voluto chamare il film HOW THE SOLAR SYSTEM WOS WON (COME FU VINTO IL SISTEMA SOLARE), perfetta sintesi dell’ascesa per le sfere arcontiche. E allora vi chiederete: gli gnostici insegnavano che in quest’ascesa gli arconti dei vari livelli tentavano di sbarrare il passo. E qui gli Arconti dove sono? In primo luogo, mi sembra che l’elemento dell’Astronave in forma di cerchio rotante, presente nelle prime scene dello spazio, sia simbolo della Ruota del Fato o Ruota dei Mutamenti, l’uroburo cosmico che sintetizza il potere di Heimarmene (la fatalità planetario-astrale) tipica della Dominazione Arcontica.

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Il fatto che questa ruota sia posta nei frames iniziali della scena spaziale, la dice lunga sul fatto che il viaggio di Bowman è in realtà un’ esodo dalle sfere planetarie. Mi sembra che il principio della Ruota del Destino sia presente anche nella stupenda scena in cui Poole fa jogging nell’anello rotante della Discovery.

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Sol che il destino è sempre e comunque sovrastato da una forza provvidenziale molto più grande. Ora, l’arconte è in noi, è l’ego il vero Arconte. L’ego-arconte è il computer Hal 9000 che cercherà di impedire a tutti i costi che David e gli altri vadano “oltre”.

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David si vedrà costretto a spegnere Hal, in una scena memorabile, in cui lentamente escluderà tutti i blocchi di memoria. Hal è la razionalità umana, la razionalità egotica, con tutto il suo corredo di vizi, i doni degli Arconti all’umanità per crocifiggerla allo spazio-tempo. Hal è sospettoso, cospirativo, pieno di se stesso, prova rabbia, ha paura (quando David inizia a disconnetterlo, egli dice “Ho paura, David”). E’ tutt’altro che una macchina. E’ una parte di David  che cospira contro l’ascesa, fin dall’inizio, scientemente. E’ quella parte che non vuole il “ritorno”. Tutti gli Arconti sono in Hal 9000, l’occhio che tutto vede e controlla. Nella versione italiana, nel mentre David stacca la spina ad Hal, blocco per blocco, grado per grado, Hal intona la celebre filastrocca: 150 la gallina canta.

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I SALMI DI DAVID

Ora qui occorrono persone con grande acume. 150 è anche il numero dei Salmi, e la filastrocca infantile di fatto si riferisce occultamente ai 150 salmi di David. Avete letto bene: di David. E non è finita qui. David cantava i salmi con la cetra che è uno strumento a corda. Bowman significa più o meno Uomo dell’Arco, arciere. C’è una stretta correlazione fra la cetra e l’arco, occorre tendere una o più corde. Quello della filastrocca, vera colonna sonora dello spegnimento di Hal, è una incredibile chiave messa lì dallo Spirito e non certo da Kubrick. Cosa vuol significare? Semplice. Lo Spirito ci sta dicendo che per distruggere l’Arconte che si annida in noi, occorre usare i salmi di David, cosa che gli alchimisti sapevano molto bene. Il contesto David-Pietra Nera-150 Salmi è forse la chiave alchemica più potente del film. Non la troviamo nel romanzo, e neanche nella versione inglese del film, ma è indifferente.

SOLITUDINE

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David è solo quando entra nel monolito, e deve esserlo. Sembra che una regia superiore abbia fatto in modo che egli fosse il prescelto. Qui scorgo un’analogia con le sante parole di Gesù secondo cui molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti. Nella Discovery molti partono. Notate che alcuni partono addormentati, ma Bowman e Pool no. Qui c’è tutta l’umanità.

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Quelli in ibernazione sono tutti coloro che vivono ignari di quel che accade. essi non sapranno neanche di essere morti, o meglio assassinati, perchè Hal li ucciderà tutti. Anche qui c’è una forte ispirazione dello Spirito. Gli arconti distruggono molte anime e solo pochi giungeranno alla meta del ritorno allo stato di gloria. Quei pochi non potranno agire in gruppo, ma ciascuno dovrà fare per sè, in solitudine, come Bowman, che è rigorosamente solo in questo processo trasmutativo.

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L’ULTIMA CENA

Altro elemento alchemico è la cena di David nella sala, che sa tanto di Ultima Cena. Infatti è la sua ultima cena.

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V’è un particolare, completamente insignificante ai ciechi, ma illuminante per coloro che hanno l’occhio allenato: il bicchiere. Mentre sta mangiando, David urta il bicchiere con la mano destra e lo fa cadere, deflagrandolo in mille pezzi.

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David è ancora vestito di nero.Il vetro frantumato è un simbolo di morte, è lo smembramento alchemico, segna la fine della “mortificatio”, è il VETERO (vecchio) che se ne va per far posto al nuovo. Non a caso, mentre si china per vedere ciò che è accaduto, David vede se stesso vestito di bianco e morente sul letto, preludio alla rubedo, ossia alla nascita del Re del Mondo. In questo modo viene chiamato nel finale del Romanzo, non certo nel film.

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L’ambiente confortevole è un’idea analoga a quella del film Contact.
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Il viaggio psichedelico di Ellie Harroway in Contact deve molto a quello di 2001.
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Sol che Ellie non muterà fisicamente, muterà nella psiche, nella visione delle cose, che è una tappa dell’evoluzione mistica. E comunque, sia David che Ellie sono soli in quel viaggio, soli innanzi a se stessi. Anche in Contact si allude a creatori che osservano l’incedere evolutivo dell’uomo, e lo stimolano, scegliendo particolari individui (sarebbe meglio dire “anime”).

 

IL CRATERE E GLI ARCONTI

Altro elemento indubbiamente alchemico è il luogo di rinvenimento del monolito sulla luna: il cratere.

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Il fatto che il monolito sia in un cratere, rimanda al Pimandro del Corpo Ermetico che individua proprio nel Crater l’inizio del percorso di trasmutazione: “Battezzatevi , se lo potete, nel cratere, o voi che credete di  tornare a colui che l’ha mandato, voi che sapete il fine della vostra vita !  E quelli che  compresero questo appello e furono battezzati nell’Intelligenza, quelli conseguirono la Gnosi e  diventarono gl’iniziati dell’Intelligenza, gli altri ignorano perché e da chi siano stati creati”. Il viaggio di David è un viaggio gnostico, seppur obiettivamente non voluto, non progettato. Egli è solo un fantoccio del fato, di Heimarmene. Gli Arconti ispirano molte cose su questo piano, ma Sophia, più profonda, è sempre presente in ciò che gli Arconti fanno. Sembrerà assurdo, ma questo film non è iniziatico negli intendimenti, non è della Luce eppure lo è. Mostra occultamente dei Creatori che non comprendono a pieno il cosmo, ma capaci di creare la vita e l’intelligenza razionale. Essi si mostrano capaci di far evolvere in senso lamarkiano-darwiniano la loro creazione. Ma questa creazione è cieca. David è solo un pupazzo ignaro dei creatori del monolito, si mette in viaggio per altri scopi.

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Come ho già detto, ci troviamo in un universo-prigione, e quella ruota nello spazio già citata è un modo attraverso cui gli Arconti ci parlano della Ruota dei Destini. Il sistema solare è la nostra gabbia. Fateci caso: il bambino cosmico non entra in una nuova dimensione, rimane in questo spazio-tempo e, come scritto nel romanzo, “sebbene fosse il re del mondo, non sapeva bene che cosa fare in seguito, ma avrebbe escogitato qualcosa” (Clarke usa le medesime parole per l’uomo scimmia Guarda-la-Luna).

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Insomma, non ci troviamo di fronte ad un uomo-Dio perfettamente consapevole, ma ad un’evoluzione della specie umana in senso biologico. Vi stupirò se vi dico che questo film è uno spot formidabile del potere degli Arconti, eppure nel suo fondo occulto parla della scintilla di luce che si libera dalla materia e dalle forze delle Tenebre Esteriori. Il monolito è gli Arconti, il monolito è Sophia. La guerra tra Luce e Tenebre ha come teatro ogni segmento della realtà. Non finirò mai di dirlo.

 

IL 21

Il bambino cosmico, il Metatron o fanciullo divino (fanciullo alieno per Clarke e Kubrick), è legato all’ultima lama dei Tarocchi: 21 il Mondo, la realizzazione finale, il compimento dell’opera di Dio nell’uomo.

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Proprio il 21 è celato nella data del titolo del film non casualmente. E questo 21 allude al 21° secolo, che rappresenterà di certo il secolo della fine e del nuovo inizio, il secolo della realizzazione della promessa di YHWH ad Abramo e del compimento di Israel celestiale: Conta le stelle, tale sarà la tua discendenza. Non a caso, come citato in 2010, Bowman dirà del monolito: It’s full of stars-è pieno di stelle. 21 è un numero sacro, è il prodotto di due numeri altamente sacri (7 e 3), ha per somma 3, e rappresenta il 2 (la dualità) che torna ad essere 1, attraverso il terzo elemento mediante, ovvero quel corpo di luce che rappresenta davvero il compimento della Grande Opera e in 2001 appena abbozzato

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2001 Odissea nello Spazioultima modifica: 2009-05-22T11:52:00+00:00da mikeplato
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