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THE ARRIVAL, ovvero

Come presentarti L’INFERNO DELLA NOSTRA CONDIZIONE ONTOLOGICA in chiave lirico-edulcorata, a tal punto da fartelo accettare come dono. Un film come ARRIVAL mi ricorda la tecnica ingannevole del NAKASH. si insinua mellifluo, pieno di buoni sentimenti, con un’atmosfera di mistero che ti meraviglia…. Ti dice che devi fare qualcosa perché vedi? È la cosa migliore da farsi. Mi sarei atteso che questi esseri parlassero il linguaggio dei simboli, invece no. E promuovono una cooperazione molto strana, invitando ad un governo globale. E non sono eterni, come detto da TOM, e la cosa lascia intuire che siano molto interessati alla razza umana, proprio perché sono mortali. Il loro 

IL FILM RECITA: PERCHE LORO SONO QUI? E CHI SONO LORO?

E’ OVVIO IL MOTIVO PER CUI SIANO QUI

Bell’inganno far credere all’umanità di essere all’apice della catena alimentare, di avere persino il potere di scegliere cosa mangiare o meno. Così allo scannatoio ci vanno felici, contenti, soddisfatti e orgogliosi.

LA CHIAVE PER DECODIFICARE  “THE ARRIVAL“…

UN FILM CHE OCCULTAMENTE CI NARRA DELLA NOSTRA SCHIAVITU’. NON C’è NULLA DI PALESE RIGUARDO A CIO’, MA ABBIAMO LA CHIAVE DEL TERMINE “GAVISTI” CITATO ALL’INIZIO FILM:

“DESIDERIO DI PIU VACCHE…OVVERO DI PIU ANIME…..”.

INFATTI GLI ARCONTI-PIOVRE HANNO IL DESIDERIO DI SEMPRE PIU’ VACCHE (ANIME).

SIGNIFICATIVO IL NUMERO CHIAVE DI QUELLE PIOVRE: IL 7, DA CUI LE FORZE ARCONTICHE DELL’HEBDOMADE. SIGNIFICATIVO IL FATTO CHE IL LRO SISTEMA DI COMUNICAZIONE SIA BASATO SULL’OUROBURO COSMICO, SEGNO DI SCHIAVITU’ TEMPORALE HEIMARMENICA SECONDO GNOSTICI ed ERMETISTI. 

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PERALTRO LOUISE e IAN sono come EVA e ADAMO INNANZI AGLI ARCONTI…..

I POLIPI ALIENI SONO GUSCI PERCHE VEICOLATI DA ASTRONAVI CHE SEMBRANO GUSCI. SONO LE SCORZE DEL MALE DELLA KABALAH. HANNO SETTE PIEDI  E SETTE DITA (EPTAPODI come HEBDOMADE MALIGNA). SONO PADRONI DEL TEMPO. C’è UN ACCENNO DI UN MILITARE AI VAMPIRI. SONO ESSERI SIMLI ALLO KHTHULU di LOVECRAFT. IL FILM EVIDENZIA L’IMPOSSIBILITA’ DI USCIRE DA CIO CHE é DESTINATO. DICONO UNA COSA: NOI VI AIUTIAMO PERCHE’ VOI SERVITE A NOI (ANCHE SE LA COSA é POSTA COME SCAMBIO IN TEMPI DIVERSI). VOGLIONO ONE STATE, ONE NATION, ONE LEADER. SEMBRA UNO SPOT DEL GOVERNO GLOBALE.

ORA, LA CHIAVE DEFINITIVA è LA SEGUENTE….LOUISE e IAN SI TROVANO LETTERALMENTE IN UNA SORTA DI CINEMA CON TANTO DI SCHERMO….

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DICO DA MOLTO TEMPO CHE IL CINEMA (il KENOMA è il DIVENIRE DEGLI GNOSTICI) è FIGURA DELLA CAVERNA PLATONICA.

QUINDI “ARRIVAL” IN MODO OCCULTO, E SECONDO ME INVOLONTARIO, CI SCHIAFFA IN FACCIA LA NOSTRA CONDIZIONE DI SCHIAVI NELLA CAVERNA….

SOL CHE OCCORRE INTEGRARE L’ARCHETIPO DELLA PLATO’S CAVE CON QUELLO DELLA OMERO’S CAVE…OVVERO INSERIRE NELLA CAVERNA ANCHE GLI ARCONTI (POLIFEMO).

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“DESIDERIO DI SEMPRE PIU’ VACCHE”

CRITICA PROFANA

Definito all’unanimità da critica e pubblico come uno dei migliori lungometraggi degli ultimi decenni, “Arrival” si conferma un’opera vincente anche a una visione più attenta e rilassata. Visivamente e concettualmente, il film affronta il tema del Contatto da parte di una delegazione extraterrestre, con i classici stilemi che il Cinema ci ha sempre saputo offrire in vari modi, sin dai tempi di “Ultimatum Alla Terra”, il classico diretto da Robert Wise nel 1951: un’autentica e iconica matrice, esempio atipico di invasione aliena, paragonabile all’ultimo film diretto da Denis Villeneuve, se non altro perché trattano entrambe di un plateale atterraggio da parte di un’astronave aliena dalla tecnologia a noi ignota, con seguenti difficoltosi tentativi di un interscambio linguistico. Riflettendo sul “diverso”, anche fisicamente, visto come un intruso potenzialmente pericoloso, “Arrival” (una sorta di “Elephant Man” riletto in chiave spaziale) sembra far riaffiorare lo spettro del razzismo e dell’intolleranza multietnica come uno scomodo e ripetitivo incubo sociale. Il film di Villeneuve non andrebbe inscatolato semplicemente come un prodotto di svago, ma sarebbe un peccato ergerlo, al contrario, su uno scomodo altarino soltanto perché filosofeggia in modo accattivante argomenti spirituali. “Arrival” è una lezione di stile e di vita, ma anche un prodotto fruibile per un pubblico consapevole. Un film da regalare a quelle giovani generazioni per cui sentiamo di offrire un primo approccio verso una conoscenza cosmica ed esopolitica, con annesse soprese. L’eleganza interpretativa dei protagonisti (su tutti ovviamente, Amy Adams/Dr. Louise, la cui interpretazione le è valsa una candidatura al Golden Globe) e il saggio utilizzo di mirati quanto essenziali effetti speciali, indulgono dunque al “miracolo” stilistico, più che protendere alla spettacolarizzazione delle scene e del racconto fine a se stesso. A proposito di riconoscimenti, è impossibile tralasciare un aspetto che ha permesso a un film di fantascienza – genere non certo protetto dalla Academy Awards, ma dopo il successo di “Gravity” tutto può accadere – di vincere un Oscar per il miglior montaggio sonoro grazie a Sylvain Bellemare e candidandosi a ben altri 7 Oscar come miglior film, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia, montaggio e sonoro. L’uscita in dvd e blu-ray si presenta al meglio, offrendo la scelta qualitativa che più si aggrada alle aspettative di perfezione video e audio. Si consiglia la versione Steelbook (cofanetto rigido in metallo, con cover esclusiva, vedi immagine) soprattutto per un’idea regalo esclusiva e in edizione limitata. Per la trama completa di questo film, vi ricordiamo la recensione apparsa sul n.100 del febbraio scorso. Sempre dalla Universal, segnaliamo inoltre l’uscita questo mese di una nuova riedizione speciale (sempre nella metallica versione a custodia “Steelbook”, solo in Blu-ray disc) del capolavoro di Steven Spielberg “E.T. L’Extraterrestre”, classico del 1982. P.M.

 

ultima modifica: 2017-06-08T20:29:31+00:00da mikeplato
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