10/03/2010

V for VENDETTA

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“V per Vendetta” è uno splendido film voluto dai registi di Matrix, e diretto dal promettente Levis Teague,  basato su un comix della D.C. In tutta la pellicola, il giustiziere V indossa la maschera di Guy Fawkes, nascondendo il suo vero volto sfigurato dalle fiamme. Fawkes era un eroe dissidente che nel 1605 tentò di far esplodere il Parlamento inglese. Il film mostra Fawkes a immagine e somiglianza del Cristo, archetipo di tutti dissidenti. Fawkes viene impiccato con la folla ai suoi piedi, laddove Gesù è crocifisso. L’idea alla base del film è che l’uomo può essere catturato, ucciso e dimenticato, ma l’idea-archetipo di libertà, quella vera, permane e può cambiare il mondo, dentro e fuori di noi. Il regime di Sutler (allusione a Hitler) che V combatte e sul quale trionferà col suo sacrificio, è l’Impero delle Tenebre, il regime degli Arconti che sarà abbattuto alla fine del tempo. È paradossale che proprio lo speaker televisivo del regime, in modo ipocrita, dica: «nessuno sfugge al giudizio». È il proclama degli Arconti, i Signori del karman degli uomini. La scena iniziale è un capolavoro esoterico. Evey cammina di notte, durante il coprifuoco e, rea di ciò, sta per essere violentata dai castigatori del regime, squallidi e iniqui giustizieri notturni. Mi sembra che il Cantico dei Cantici 5:7 descriva proprio questo scenario in cui l’anima sophianica, in cerca della sua controparte superiore, ossia dello sposo, è catturata e percossa dagli iniqui giudici arcontici, come la Sophia della Pistis Sophia: «mi han trovata le guardie che perlustrano la città; mi han percossa, ferita, mi han tolto il mantello (corpo di luce, N.d.A.), le guardie delle mura». Che V sia figura del Cristo è suggerito nel finale da Evey che dichiara essere V tutti noi, e indirettamente da uno dei castigatori che, incalzato dal Re di Giustizia che torna, esclama in preda al terrore: «Cristo Santo, pietà!». E quando Melkizedek-Cristo, il Vendicatore divino, tornerà, davvero non avrà pietà, poiché l’inesorabilità è una delle sue doti fondamentali. Non avrà pietà soprattutto con la Chiesa e i preti, dato che V si vendica anche di un disgustoso prete pedofilo a cui rivolge parole magistrali: «e così ricopri la tua nuda perfidia con antiche espressioni a te estranee, rubate ai sacri testi, e sembri un santo quando in realtà sei il diavolo». V-Melkizedek è emblema della definitiva e tremenda vendetta femminile sul potere arrogante che imperversa con la sua imbecillità per offendere il divino. La sua vendetta colpisce gli emblemi umani del potere politico, religioso, mass-mediologico, scientifico ed economico.  La sua V è femminile perché è una lettera-contenitore. Il suo motto è Veni, Vidi, Vici, come quello del Cristo è Via, Verità e Vita. Ma la V è femminile anche perché, nel sistema dei numeri romani, V equivale a 5, il Quinto Elemento, la vergine celeste. La sua natura spirituale femminile è evidente nei suoi lunghi capelli sintetici. La sua risata stampata sulla maschera è quella celebrata nel Salmo 2, ove si prefigura la vendetta contro il regime degli Arconti, che cospirano contro l’Altissimo e il suo Messia, e del cui operato «se ne ride il Signore». “Sarai un pazzo”, gli dice Evey, da lui salvata dalla giustizia iniqua dei castigatori, e V è veramente il Matto che pochi potranno seguire. Evey lo farà, ma non subito. Il film cela qui, nel rapporto iniziatico tra V ed Evey, un valore spirituale enorme. Nonostante i suoi genitori siano stati giustiziati dal regime, Evey è ancora legata alla sua vita profana e non trova il coraggio di seguire il Matto, pur intuendo che V è un grandissimo essere. V stesso intuisce il coraggio e le virtù latenti di Evey. La inizia ingannandola, la rinchiude in una falsa prigione, le rade il cranio (simbolo di spersonalizzazione e purificazione), la spinge a vincere la paura della morte e la battezza alla nuova vita sotto uno scroscio di pioggia, non prima che Evey affermi che è pronta a morire dietro il deposito dei prodotti chimici, allusione all’iter alchemico. Qui è il capolavoro del film: il parallelo fra la rinascita di V tra le fiamme, e quella di Evey sotto l’acqua. L’allusione al battesimo dell’acqua di fuoco è, per quanto mi riguarda, palese. V è lo Spirito e Evey è l’anima. Proprio in quella iniziazione forzata, Evey comprende perché V sta attuando la vendetta: vendicare una donna iniquamente trucidata nel campo di concentramento, emblema di tutte le anime innocenti perseguitate dal regime. Vendetta femminile, appunto. La sofferenza, il dolore di Evey, la solitudine nella cella, il trionfo sulla paura di perdere tutto, suonano come una condanna indiretta e spietata di tutte le false iniziazioni che imperano oggi, basate sul nulla. Un grandissimo film da rivedere più volte e meditare, per meglio comprendere il perché la Bibbia sia fondata tutta sul concetto di vendetta

20:02 Scritto da: mikeplato in V for Vendetta | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Ottima recensione bravo Mike!

Scritto da: mauriziox | 22/05/2011

Ottima recensione, bravo Mike!

Scritto da: mauriziox | 22/05/2011

questo è un film dai significati straordinari, sia sociali che spirituali... una potentissima luce che sorge nel marasma... V SIAMO TUTTI NOI

Scritto da: daniele bruno l'eretico | 02/12/2011

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